L'etica dei blogger e dei post sponsorizzati

L'etica dei blogger e dei post sponsorizzati

L'etica dei blogger e dei post sponsorizzati

Negli ultimi anni, i blog di viaggio sono diventati famosi quanto chi li anima con i propri racconti, i Blogger, che ormai sono diventati delle vere istituzioni nel web. 

Te li ricordi Syusi Blady e Patrizio Roversi?
Erano i protagonisti di un fortunato format della RAI dal titolo: “TURISTI PER CASO”, andato in onda per parecchi anni a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio.

I due simpaticissimi attori erano i precursori dei blogger perché ti raccontavano i loro viaggi esattamente per come li vivevano loro. Con tanto divertimento ma anche con gli imprevisti, più o meno fastidiosi, che possono accadere ad ognuno di noi.

Il successo del programma era proprio questo: l'autenticità dell’escursione, la veridicità degli eventi, nel bene e nel male.
L’unica differenza con gli attuali Blogger è che Syusi e Patrizio non rilasciavano recensioni sull’ospitalità, perché il programma ovviamente non aveva fini commerciali.

Da qui però sorge spontanea una domanda:

Ma i Blogger saranno davvero totalmente sinceri?

E’ stata per molto tempo questione di dibattito se i blogger di viaggio offrano recensioni oneste o solo recensioni positive per fare soldi.

E’ opinione comune, infatti, che con questa moda crescente, gli hotel e le agenzie di viaggio spesso paghino o incentivino i Blogger, a scrivere su di loro.

Ma sarà vero che sono quasi sempre pagati?

In questo articolo esploreremo l'etica del travel blogging e come navigare in questo canale di marketing una volta che decidi di seguirlo.

Il caso dei travel blogger

In molti casi, i blog di viaggio sono un ottimo modo per far conoscere la tua struttura al grande pubblico.
Molti blogger di viaggi operano in una nicchia di mercato, che si tratti di viaggi low cost, viaggi avventurosi, viaggi di lusso, ecc.
Questo succede perché ognuno di loro sceglie una tipologia di viaggio, quella più adatta a se stesso, ed inizia a raccontare. Ovviamente attirerà persone interessate ad ascoltarlo perché ambiscono a vivere le stesse esperienze.

Quando lavori con un blogger che si rivolge alla stessa base di consumatori che ha te come target di ospitalità, l'opportunità di ottenere nuovi ospiti è molto probabile.

Un esempio di un blogger internazionale di viaggi alla moda e di lusso potrebbe essere Trendland.
Si focalizza su stile, sistemazioni di lusso e stili mondani unici.
Un altro esempio è
Hostel Girl che si concentra sul budget, viaggi in ostelli in tutto il mondo.

Se hai un momento per dare un’occhiata ai loro siti web, potrai vedere che si rivolgono a due pubblici molto diversi.

Anche in Italia ci sono dei Blogger molto conosciuti ed apprezzati.

Marika e Diego hanno creato Gate 309 dove puoi trovare i racconti delle esperienze di tantissimi viaggi in Italia e nel mondo. Il loro target è abbastanza elevato, anche di lusso. Hanno una pagina del sito dedicata alle collaborazioni, dove si spiega quali sono i servizi che possono effettuare per promozionare strutture, destinazioni  ed eventi. Hanno circa 50 mila followers distribuiti tra i vari Social.

Un’altro Blogger interessante è Alessandro Marras che si promuove attraverso il frequentatissimo canale YouTube “I viaggi di Ale”.

Potrei continuare citandone come minimo una trentina tra i più famosi.
Basta fare una ricerca su Google per trovare liste e classifiche varie sui blog e sui blogger più gettonati.

Se il tuo obiettivo è quello di estendere la portata della tua struttura e di esplorare nuovi marketing, allora sponsorizzare i travel blogger potrebbe essere una strategia eccellente!

Come avvicinarsi ed agire

Se hai deciso di lavorare con i blogger di viaggio, prima di contattare qualcuno, fai una ricerca sulle possibili opzioni.
Come accennato in precedenza, i blogger tendono a operare su segmenti diversi di pubblico. Ognuno infatti si specializza su quelli che si rispecchiano maggiormente nel proprio modo di essere e di vivere.

Quindi devi trovare il tipo di blogger che soddisfa i tuoi criteri e rappresenta il tuo target di cliente.
Questo tipo di ricerca è importante poiché è altamente improbabile che un blogger di viaggi serio accetti un incarico che non soddisfi il proprio stile personale. In secondo luogo, non ha senso fare pubblicità presso un pubblico che non è potenzialmente interessato.

Per esempio, se gestisci un ostello o un’affittacamere, e hai clienti italiani e stranieri, in particolare americani, puoi rivolgerti a blog incentrati su viaggi zaino in spalla e low cost come A Backpacker's Tale e This American Girl oppure l’italianissima Federica Piersimoni.
Questi blog suggeriscono itinerari al massimo del risparmio ma con le migliori esperienze.

Di contro, sarebbe inutile avvicinarsi a blog come Passported , perché si concentra su viaggi di lusso per le famiglie.

Quando è il Blogger a proporsi
Spesso, può succedere che sia il blogger di viaggi stesso a contattare la tua struttura.
Se ciò accade, cerca il suo sito e verifica se il suo stile corrisponde al tuo target di clientela.
Ti consiglio vivamente di utilizzare un sito Web come
Alexa.com per valutare quanto sia popolare il suo sito.

Sfortunatamente, ci sono un sacco di truffatori che potrebbero affermare di essere blogger famosi, quando in realtà il loro sito non è aggiornato da anni. Per evitarlo, usa strumenti come Alexa, appunto, per verificare il traffico mensile e controlla la grandezza della comunità che lo segue. Se hanno una comunità fiorente e se le loro recensioni ottengono decine o centinaia di commenti ciascuna, allora potrebbero rivelarsi delle collaborazioni importanti.

Se, comunque, Alexa dice che non ci sono abbastanza dati per classificarli e se i loro post sul blog non hanno commenti oppure i commenti che hanno sembrano spam e la grammatica è scorretta, allora lascia stare, perché significa che sono fasulli e/o fatti tramite un software, quindi non veritieri.

Scopri anche quanto siano popolari e frequentati i loro account sui social media.
Hanno centinaia, migliaia, decine di migliaia, milioni di follower o sono inattivi?

Queste sono cose da tenere in considerazione quando si decide se e quanto offrire per una recensione o comunque se bisogna fare una trattativa commerciale.

Il dibattito etico

Skift ha scritto un articolo qualche tempo fa criticando la pratica del travel blogging. Non sarà un caso che i blogger, a volte, siano più marketer (analisti di mercato) dei giornalisti.

“Molti di loro vorrebbero essere etichettati come giornalisti ma non rispettano gli standard di divulgazione oppure mettono il consumatore al primo posto solo quando sono interessati a proporre una certa destinazione.”

In altre parole Skift afferma che “consigliano” le strutture che li fanno guadagnare, a prescindere dalla qualità che realmente esprimono, magari senza nemmeno esserci stati.

L'etica dei blogger è spesso messa in discussione perché non è chiaro se ciò che viene condiviso sia veritiero.
Le critiche di Skift sostengono che la priorità numero uno di un blogger è quella di soddisfare la struttura che lo ha ospitato (gratis) o che lo ha pagato.

I giornalisti invece sono generalmente tenuti a scrivere con standard diversi. Mettono i lettori al primo posto, altrimenti sia loro che il loro editore perderebbe di credibilità e... addio posto di lavoro!  

Ciò rende i travel blogger apparentemente self-serving.

Beh questo è il cosiddetto rovescio della medaglia.

Il dubbio sull'autenticità

La mia personale opinione, dopo aver letto molti blog e post diversi, è che la maggior parte dei Blogger siano autentici nelle recensioni.
È importante notare comunque che le strutture che pagano o incentivano i blogger a scrivere di loro danno spesso un'esperienza positiva, perché dietro c’è un imprenditore attento che investe sulla propria struttura.

Sarebbe davvero spiacevole per una struttura scadente pagare un blogger che soggiorni lì e aspettarsi una recensione super positiva. Questo perché quel Blogger rischierebbe di perdere la propria credibilità presso i suoi lettori, con il rischio di essere sbugiardato pubblicamente sul suo stesso Blog. E anche tu riceveresti commenti ancora più negativi, magari anche da quel tipo di ospite che se non stuzzicato avrebbe apprezzato la tua offerta.

Oggigiorno, i consumatori sono piuttosto esperti. È difficile per un blogger di viaggi ritrarre una struttura deficitaria come eccezionale.
È come mettere il rossetto su un maiale, certo, hai fatto un miglioramento, ma è pur sempre un maiale!

Ecco perché spesso ai turisti non importa quando vedono contenuti sponsorizzati o promozionali da un blogger di viaggi. La struttura si basa sui propri meriti. Anche se la location potrebbe aver dato al blogger una suite presidenziale gratuita, quello che interessa al turista è che la suite presidenziale sia davvero sorprendente!

Finché il travel blogger fornisce un'analisi onesta e critica e dimostra che la struttura è degna della sua recensione positiva, i turisti possono non curarsi del fatto che la recensione sia stata in qualche modo “sollecitata” dalla struttura.

C'è chi ha creato un codice di comportamento

La United States Federal Trade Commission ha creato delle linee guida che richiedono a chiunque sponsorizzi un tweet di rivelarlo nel tweet stesso. Ma non ci sono regole ferree su come un blogger dovrebbe dichiarare una sponsorizzazione sul suo sito web. E comunque questa è una regola che non vale per l’Italia.

In effetti, di solito è abbastanza difficile determinare quali post siano stati sponsorizzati o incentivati e quali no.

Ad esempio, questo post di Spencer Spellman rivela che il suo soggiorno era offerto dalla struttura che lo ha ospitato.
Ma quanti siti non dichiarano ciò che ricevono in cambio per quella recensione apparentemente autentica?

La FTC chiede che quando si promuove una struttura per un compenso, lo si debba rendere noto.
Tuttavia, la FTC non chiede ai giornalisti tradizionali di rendere noto nulla nei loro pezzi. Questo perché un turista comprende più chiaramente che un giornalista che lavora per un giornale, una rivista, ecc. viene pagato per scrivere ed è supportato dal giornale.

Ma allo stesso tempo i turisti non comprendono e non accettano che le aziende sponsorizzino i blogger e li paghino per le recensioni.
La FTC ha creato queste regole per proteggere la percezione del consumatore.
Un buon blogger non dovrebbe essere turbato dal dichiarare certe informazioni, perché fondamentalmente questo dettaglio non dovrebbe importare a nessuno.

Come rimanere etici

Quindi, come si rimane etici quando i blogger e le sponsorizzazioni di viaggio sono sotto osservazione?

  1. Sii sincero sulla sponsorizzazione. Assicurati che il blogger inserisca un disclaimer nel sul post che indica che è stato pagato per scrivere la recensione.
  2. Scegli un blog che corrisponda al tuo stile. Non cercare di ingannare i potenziali ospiti fingendo di essere qualcosa che non sei. Ad esempio, se gestisci un ostello che richiama persone in cerca di esperienze avventurose, un blog che si occupa di sistemazioni di lusso probabilmente non è la soluzione migliore.
  3. Cerca di capire cosa riceverai. Se sei disposto a regalare notti gratuite, sconti, cibo, ecc. assicurati che i termini dell'accordo siano stabiliti. Quanti post, tweet, post di Facebook, Instagram, ecc. Devono essere condivisi per ottenere un ROI positivo? I termini devono essere negoziati, la massima chiarezza è vantaggiosa sia per te che per il blogger.
  4. Fai i tuoi compiti. Scopri quanto sono popolari i loro blog e i canali dei social media. Il gioco vale la candela?
  5. Non fare nulla di immorale. Sul serio. Non ingannare di proposito il blogger o i tuoi potenziali ospiti. Il blogger si fida di te per ottenere la sua parte dell'accordo proprio come tu ti devi fidare di lui.

Potenziali blog:

Per attirare clienti stranieri questi sono i migliori blog:

Ostelli e Backpackers

Hotel indipendenti e boutique

Bed and Breakfast

Hotel e viaggi di lusso

Conclusione

Se i blogger di viaggio ti hanno già contattato o se hai pensato di esplorare questo canale di marketing, ti suggerisco di provarlo almeno una volta.
Trova un blogger di viaggi inserito in un mercato simile al tuo ed analizza che tipo di guadagno puoi realizzare.
Assicurati di dichiarare tutte le sponsorizzazioni in modo che i tuoi potenziali ospiti non si sentano truffati o presi in giro.

I turisti non rispondono bene all'inganno... quindi resta fedele e onesto all’immagine che ti sei costruito, senza macchiarla inutilmente.